ARTE DI PERCEZIONE

di Marinella Saccuta

INSTAGRAM: @marinellasaccuta

Sono nata ad Avola, una città in provincia di Siracusa nel 1986. Scopro l’amore e la passione per l’arte durante la mia adolescenza, nei pomeriggi in cui mi abbandonavo su di un foglio e con una penna in mano univo immagini e scrittura. A 19 anni mi trasferisco a Roma per studiare psicologia, ma col tempo mi accorgo che non è quello che voglio fare. Lascio l’università e inizio a lavorare; nel tempo libero disegno e dipingo, non faccio altro. L’arte e la scrittura diventano la mia ancora di salvezza da una depressione che durerà anni. Negli anni regalo i disegni e i quadri agli amici e addirittura li uso come baratto per qualche seduta di psicoterapia. Dipingere e scrivere diventano la mia vocazione, momenti in cui sono talmente assorbita da quello che faccio che io non esisto più ed è solo l’anima che parla e mi guida. Fare arte per me diventerà ed è tuttora pensare all’anima, curarla, alimentarla per lasciarmi guidare in un mondo più naturale, intimo, personale, profondo, istintivo, selvaggio con tutti i suoi contrasti, le imperfezioni, la diversità e la bellezza che ne viene fuori. Non mi piace definirmi artista. Sono un autodidatta e mamma h24 di due bambini e attualmente vivo in provincia di Pavia. La mia arte non è mai uguale a se stessa. Viaggia nell’immenso e infinito mare sotterraneo, libera, vagabonda e nomade, un po’ come la mia vita.

La percezione è senza dubbio molto stimolata e fortemente alimentata nell’osservazione attenta e partecipe delle creazioni di Marinella. E la percezione sensoriale è associabile al concetto di tempo, che è uno dei principali elementi protagonisti della produzione. Il tempo lungo della memoria, il balenare improvviso del pensiero, l’istante precipuo della creazione, racchiudono e conservano custodendo un tripudio di percezioni che si sprigiona e avvolge anche il fruitore. Tempo e percezione vengono associati all’alchimia armoniosa degli stati interiori che la composizione accoglie in sé, diventando così testimonianza viva e vitale di un itinerario sfaccettato, che è al contempo e insieme artistico ed esistenziale e che si sviluppa e si evolve contestualmente di pari passo. La scelta espressiva compiuta da Marinella si incarna nell’opera coordinando colore, materia, figurazione, tracciati segnici, stesure e partiture cromatiche intrecciate in perfetta fusione. Quello di Marinella è un procedere per sequenze predisposte nel dettaglio, che non si sommano e non si accorpano con banale e semplice superficialità, ma si fondono e si legano saldamente fino a formare un’unità inscindibile e inseparabile, un corpo strutturale unico e coeso, un’unica anima. Marinella affronta il processo creativo con grande coerenza, attraversando attimo dopo attimo il tempo di esecuzione dell’opera, che diventa il riflesso intenso immediato e non soltanto un tramite di un tempo intimamente vissuto. Mentre dipinge Marinella dialoga con sé stessa, interroga i ricordi, sente affiorare ed emergere dal profondo ego suggestioni generate e alimentate dall’esperienza e trasfigurate dall’emozione. La pittura per Marinella è sempre un’altra storia rispetto al proprio vissuto, un racconto parafrasato diverso dal consueto e dall’ordinario. È un itinerario ogni volta nuovo, sempre avvincente e stupefacente, dove ogni istante non è mai uguale all’altro, ma riesce a sorprendere sempre e segna un tassello prezioso tra ciò che è andato perduto e ciò che invece è rimasto impresso ed è stato recuperato nella memoria, decretando degli itinerari attraverso e oltre il tempo”. – Elena Gollini


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