CONCETTUALISMO DI PENSIERO

di Giovanni Amoriello

INSTAGRAM: @giovanniamoriello

Nato a Lodi nel 1982, dove vive e lavora. Dopo aver preso il diploma di maturità artistica al Liceo Artistico Callisto Piazza di Lodi continua i suoi studi a Milano, laureandosi in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, presso la Libera Università di lingue e comunicazione IULM. Successivamente consegue la laurea magistrale in Arti Visive, indirizzo Pittura, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida del professor Renato Galbusera. Nel 2015 partecipa ad una mostra, organizzata da Renato Galbusera, dedicata al recupero della memoria storica del marchio Alfa Romeo presso gli spazi dell’ex Chiesa di San Carpofaro a Milano. E’ docente di Arte e Immagine nella scuola media e ha partecipato a diverse mostre collettive, tra le quali diverse edizioni dell’Oldrado da Ponte coordinate da Mario Quadraroli e da Ambrogio Ferrari. Da diversi anni recita con la Compagnia Teatrale il Pioppo di Luciano Pagetti ed è docente di Teatro presso l’Accademia Gerundia di Lodi.

La Dott.ssa Gollini nel porre in rilievo i tratti avvaloranti della dimensione pittorica ha spiegato: “Giovanni è senza dubbio un artista anticonformista e con indole vulcanica, personalità camaleontica e trasformista, che non si accontenta di fare una ricerca banalmente scontata, semplicistica e superficiale, ma si addentra in modo totalmente permeante nei laboriosi meccanismi e ingranaggi creativi ed estrapola delle soluzioni davvero convincenti sul piano dell’originalità formale e della genesi contenutistica. Giovanni con le sue retrospettive figurali non convenzionale si pone volutamente in modo alternativo all’interno del panorama attuale e risulta al di fuori dagli accademismi dottrinali sistematici più austeri e costrittivi. La personalità artistica è versatile e volitiva, molto recettiva e reattiva agli stimoli circostanti, dai quali trae la linfa vitale per imprimere dinamismo e movimento plastico. Mentre lavora Giovanni sente battere forte il cuore, sente il moto dell’anima vibrante e fremente e si lascia guidare dal bisogno incalzante di liberarsi dal carico di emotività, ma al contempo è attento e vigile a seguire anche la ratio e a dosare al meglio istinto e ragione. Giovanni per certi versi sembra allinearsi alle teorie filosofiche di Hegel, che sosteneva che la persona, l’individuo, a un certo punto diventa un’esistenza accidentale, perché non si riconosce più nel mondo sociale circostante che diventa una realtà estranea. Alla stessa stregua, Giovanni non si riconosce nella massificazione e nella mercificazione collettiva dell’arte e rivendica invece una valorizzazione ideale del concetto di arte e di artista contemporaneo, ponendosi delle tappe e dei traguardi costruttivi e arricchenti da poter condividere con lo spettatore in modo autentico, senza filtri, senza maschere e senza impedimenti e forzature a monte. Per Giovanni fare arte significa dunque raggiungere un potere di elevazione da offrire e da comunicare senza riserve”.


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