URLO AL CIELO LA MIA IGNORANZA!

di Ivano Rota

Instagram: @rotaivano

So che sono uno che ha un certo carisma e che ha avuto sempre un debole per… i deboli. A giocare a pallone ero un talent, ma preferivo stare nelle squadre dei brocchi. A scuola sono sempre stato il primo della classe senza studiare, ma ad una certa età ho abbandonato gli studi, perché quelli come me erano già “diversi”. In breve tempo mi trovai ad essere un “fricchettone”. Contestavo l’industrializzazione e la cultura di massa. Ero contro la cultura borghese e le sue istituzioni: lo stato, la famiglia tradizionale… la scuola. Sono entrato a far parte del movimento politico del ’77, che tanta influenza ebbe nella cultura alternativa in Italia, in particolare degli Indiani Metropolitani, dell’area creativa. Le cose che mi interessavano infatti non le trovavo sui testi scolastici ma su altri libri che divoravo: Kerouac, Ginsberg, Corso e i Poeti Maledetti.

Mio padre poi aveva una bottega artigianale a Cantù, in Brianza. Costruiva mobili su misura. Lo vedevo lavorare dalla mattina alla sera, sabato e domenica. Io in età da lavoro ho preferito farmi assumere varie volte come trimestrale in Poste Italiane, dove quando andava male a mezzogiorno avevo già finito la mia giornata. Ero un creativo e volevo tempo per me, per leggere e poi per scrivere: volevo diventare scrittore.

Andavo sempre contro corrente. Ero parte della cultura Underground che contestava tutto. In seguito a 16 anni mi sono unito ad un gruppo di giovani che passava i sabati e le domeniche, le ferie, a raccogliere rottami, carta, stracci e vetro, il cui ricavato andava ai poveri del Sud-America. Era l’Operazione Mato Grosso e quei giovani sono diventati la mia vera famiglia. Il pensiero e l’impegno per gli ultimi mi si è appiccicato alla carne per tutta la vita, e mi influenza ancora oggi quando compro un paio di scarpe o festeggio un compleanno.

La volontà di diventare uno scrittore, col passare del tempo mi ha assorbito totalmente, evitandomi pericolose derive nelle quali vedevo cadere invece numerosi amici. A 18 anni poi ho lasciato l’OMG e mi sono unito a tre amici che lavoravano il cuoio per vivere. Fu la prima vera esperienza di vita comunitaria, alternativa ai modelli di vita tradizionali. Facevamo borse e cinture, braccialetti e portafogli che vendevamo alle fiere dei paesi in giro per l’Italia.

Il viaggio. Viaggiare in autostop alla scoperta delle città italiane e poi d’Europa, vedere le loro piazze e i loro musei, era diventata la mia meta da cui traevo la linfa per i miei scritti, per la mia vita.

A vent’anni con altri quattro amici abbiamo preso in gestione una pizzeria a Figino Serenza e l’abbiamo fatta diventare una “comune”, un centro di aggregazione sociale e culturale. Quelli sono gli anni sempre più dei viaggi e delle letture: in particolare Hesse, Dostoevskij, Victor Hugo e Stendhal.

Il mio spirito si nutriva di arte e di lotta contro le ingiustizie sociali. Era il tempo in cui il Neoliberismo mostrava tutta il suo volto avido e violento in giro per il mondo. Io invece di fare il militare divento obiettore di coscienza. Faccio il Servizio Civile. Sono ventiquattro mesi che divido tra il WWF in ufficio a Milano e il lavoro in pizzeria.

Alla fine del Servizio Civile compio un viaggio in Nicaragua per conoscere la rivoluzione Sandinista. Conosco così da vicino il terzo mondo. Quando torno trovo a casa un telegramma di assunzione a tempo indeterminato in Poste Italiane. Ho uno stipendio, prendo in affitto un appartamento e vado a viverci questa volta da solo: voglio più che mai diventare uno scrittore. Vivo lì qualche anno immerso nei libri. Studio letteratura da autodidatta. Frequento corsi di scrittura creativa a Milano. Prendo da privatista la maturità magistrale. Scrivo. Scrivo pagine e pagine non disdegnando l’impegno politico. Ai tempi del generale Dozier, ci manca poco che entro nelle Brigate Rosse.

Invece, inizio ad essere attratto dalle filosofie orientali, in particolare dallo Zen e dal Karate che mi aprono nuove strade, quella del mondo interiore. Conosco Claudia dalla quale ho quasi subito due figli. Stefano nell’88 e Maddalena nell’89. La mia verve da scrittore la tramuto in raccontastorie per i miei figli. Con loro divento un burattinaio, anche perché l’affermarmi come scrittore era lunga e a me occorrevano i soldi per mantenere una famiglia che era cresciuta. Così mi costruisco con l’aiuto di mio padre un teatro per i burattini e inizio per gioco a scolpire le prime teste di legno, sostituendole a quelle fate con la carta pesta, che si rompevano. Dipingo le scenografie e agli inizi degli anni novanta sono pronto per i primi spettacoli. Nel ’93 nasce la mia terza figlia, Elena.

Gli anni Novanta sono gli anni delle molteplici attività dove la mia creatività si concretizza: faccio il burattinaio, arrivando a scolpire quasi cento burattini di legno di grandi dimensioni. Tutti pezzi unici. Allestisco 14 spettacoli teatrali, dipingendo scenari e realizzando attrezzatura di scena. Scrivo i canovacci, mentre di notte mi dedico ancora a scrivere racconti, un paio di romanzi e altrettante opere teatrali, per adulti.

Contemporaneamente scopro sempre più le mie qualità di scultore, che mi ritrovo nelle mani, negli occhi, che vedono e cercano le forme. Così realizzo ottimi busti su commissione, sulla base di semplici fotografie. Il mio rimuginare politico e interiore poi si concretizza in sculture linee sempre più azzardate e complesse. Nel 2001 nasce la mia quarta figlia, Letizia.

Nei primi anni 2000 ho i primi riconoscimenti pubblici. A livello teatrale un mio personaggio burattinesco di nome “Truciolo” è assunto dalla Giunta Comunale della mia città, Cantù, quale maschera-burattino ufficiale della cittadina. “Truciolo” infatti è un garzone di falegname e riprende le tradizioni legate alle botteghe di falegnameria brianzole. Dal 2005 fino ad oggi ho organizzato a Cantù anche un Festival Nazionale di Teatro di Figura.

Come artista comincio ad essere invitato a partecipare a mostre collettive di scultori in spazi pubblici. Quindi realizzo le mie prime mostre personali negli showroom di ditte prestigiose della Brianza come in Tecnologie d’Impresa, in Riva1920, e in FBarredamenti.

A livello pittorico, la mia pittura dalle scenografie teatrali si evolve in una ricerca espressiva personale, sulla linea della Pop-Art, che per le tematiche politico-sociali che io sempre rincorro definisco come: Pitturasporca. Infatti, nei miei molteplici lavori non ricerco mai la forma o i colori per la sola bellezza, ma affondo la mia espressività in significanti sociali e umani.

Dal 2010 in avanti aumento continuamente le mie produzioni pittoriche e scultoree. Realizzo opere monumentali in legno su commissione: a Papa Francesco e a Madre Teresa di Calcutta. Nel 2015 realizzo per la città di Cantù un Pinocchio di legno alto 8 metri che viene posto nella piazza antistante il vecchio comune. Partecipo a due scioperi mondiali per il clima con due grandi installazioni in ferro e carta. Alla prima, raffigurante un grande mappamondo, do fuoco in piazza del Duomo a Milano davanti a migliaia di manifestanti. La performance viene ripresa da tutte le televisioni nazionali e ben presto fa il giro del Pianeta. La seconda raffigura un grande uomo Vitruviano in rete metallica e carta e gli do fuoco in Piazza Venezia sempre a Milano.

Sono anni in cui partecipo con quadri e sculture a numerose mostre collettive a Milano, Venezia e Bologna. Ho riconoscimenti importanti da vari critici d’arte, tra cui anche Vittorio Sgarbi.

Mancano ancora poco più di 40 anni al mio primo secolo di vita e sono convinto di dover ancora fare molto per sentirmi realizzato.

MOSTRE ED ESPOSIZIONI

  • 2009 – Cantù (CO) – Mostra itinerante presso i negozi di via Matteotti
  • 2011 – Cabiate (CO) – Mostra personale presso Tecnologie d’Impresa dal titolo “Curve d’uomo”
  • 2012 – Cantù – Spazio espositivo comunale Corte San Rocco. Personale dal titolo “Cervelli al guinzaglio”
  • 2012 – Venezia – Palazzo Zenobio, Collettiva d’arte
  • 2013 – Rocca d’Orcia (SI) – Personale dal titolo “Pace a prescindere”. Presso gli spazi “Progetto Rocca d’Orcia”
  • 2014 – Cantù (CO) – Mostra personale presso la ditta RIVA1920 in occasione della Festa del Legno dal titolo “Sculture per un’altra via”
  • 2015 – Cantù (CO) presso la ditta FB Arredamenti in occasione della Festa del Legno
  • 2015 – Realizzazione del Santapollino per Shopping Design – Comune di Cantù
  • 2015 – Como – Mostra personale in S. Francesco dal titolo “Urla dal Pianeta”.
  • 2015 – Realizzazione di un grande Pinocchio in legno di 8 metri. Ora è posizionato stabilmente in Largo XX settembre di fronte a Villa Calvi, ex sede comunale.
  • 2015 – Cantù (CO) – Mostra personale in Corte s. Rocco dal titolo “Natura e Artificio”
  • 2016 – Realizzazione di una grande scultura in legno Tabu per il Papa di 2,10m x 800kg dal titolo “Il giullare di Dio”
  • 2016 – Realizzazione di una grande scultura in legno raffigurante Madre Teresa di Calcutta di 2,15m x 500kg dal titolo “Una piccola matita nelle mani di Dio” in legno Tabu
  • 2017 – Meda (MB) – Mostra collettiva presso Sala Civica Radio
  • 2017 – Cantù (CO) – Mostra presso la Casa Rurale ed Artigiana
  • 2018 – Cantù (CO) – Collettiva di scultura in occasione della Festa del Legno
  • 2018 – Cantù (CO) – Festa del Legno esposizione sculture presso la ditta Effebiarredamenti
  • 2018 – Palazzo Borromeo, Cesano Maderno (MB) – Mostra collettiva
  • 2018 – Meda (MB) – Collettiva presso Sala Civica Radio
  • 2018 – Cantù (CO) – Mostra presso Gioielleria Cappelletti
  • 2019 – Bologna – Mostra collettiva presso Palazzo Fantuzzi
  • 2019 – Milano – Collettiva in occasione del Fuori Salone Arte presso la Fabbrica del Vapore
  • 2019 – Cantù – “Galleria d’Arte a cielo aperto” – Esposizione di quadri presso gli spazi pubblicitari della Città
  • 2019 – Valcamonica (BR) – Collettiva d’arte alla Vi. P. Gallery
  • 2019 – Galliano, Cantù – Performance in occasione del 2° sciopero globale per il clima
  • 2019 – Piazza del Duomo, Milano – Performance in occasione del 3° sciopero globale per il clima (La nostra Terra brucia)
  • 2019 – Porta Venezia, Milano – Performance in occasione del 4° sciopero globale per il clima (Uomo Vitruviano)


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